3.10.2007 20:37 da Giosuè
…….così è!!!
Prima legge di socio-genetica
Il celibato non è ereditario.
Principio di Beifeld
Le probabilità che un giovane maschio incontri una giovane femmina attraente e disponibileaumentano in proporzione geometrica quando è con:
1.la fidanzata;
2.la moglie;
3.un amico più bello e più ricco.
Quarta legge di Farber
La necessità procura strani compagni di letto.
Seconda legge di Hartley
Non andate mai a letto con gente più strana di voi.
Legge di Beckhap
Bellezza moltiplicata per cervello è uguale a una costante.
Postulati di Pardo
1.Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare.
2.Le tre cose veramente fedeli nella vita sono lo sporco, un cane e una donna vecchia.
3.Non è importante essere ricchi: basta vivere nell´agio e poter avere tutto ciò che si vuole.
4.Legge di Parker
La bellezza è soltanto epidermica, la bruttezza arriva fino all´osso.
5.Legge del capitano Penny
Si può fregare tutti per un certo periodo, o qualcuno per sempre, ma non si può fregare la mamma.
6.Legge di Katz
Uomini e nazioni agiranno razionalmente solo dopo aver esaurito ogni altra possibilità.
7.Legge di Issawi sulla conservazione del male
L´ammontare totale del male in ogni sistema è costante.
Quindi, ogni diminuzione in una direzione – per esempio una riduzione della povertà o della disoccupazione da un aumento nell´altra – per esempio delinquenza o inquinamento.
8.Legge di Parker sulle affermazioni politiche
La verità di un´affermazione non ha niente a che vedere con la sua credibilità, e viceversa.
9.Teorema di Andreotti sugli equilibri politici
Il potere logora chi non ce l´ha.
10.Assioma di Cole
La somma dell´intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento.
11.Legge dell´individuo
Nessuno è veramente interessato o capisce quel che sta facendo chiunque altro.
12.Filosofia di Steele
Ognuno deve credere in qualcosa: io credo che mi berrò un altro bicchierino.
13.Motto di Canada Bill Jones
E´ moralmente sbagliato lasciare che i pollastri si tengano i loro soldi. Supplemento
Una colt vale più di un poker d´Assi.
14.Motto di Jones
Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano.
15.Codicillo di McClaughry al motto di Jones
Per farvi un nemico, fategli un favore.
16.Legge di Vique
Un uomo senza religione è come un pesce senza bicicletta.
17.La quinta legge
Vi siete presi troppo sul serio.
tratto dal Capitolo 10 – “La Legge di Murphy” di Arthur Bloch
27.09.2007 09:14 da Giosuè
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Quell’antico tronco d’albero che si vede ancor oggi sul Gianicolo a Roma, secco, morto, corroso e ormai quasi informe, tenuto su da un muricciolo dentro il quale è stato murato acciocché non cada o non possa farsene legna da ardere, si chiama la quercia del Tasso perché, avverte una lapide, Torquato Tasso andava a sedervisi sotto, quand’essa era frondosa.
Anche a quei tempi la chiamavano così.
Fin qui niente di nuovo. Lo sanno tutti e lo dicono le guide.
Meno noto è che, poco lungi da essa, c’era, ai tempi del grande e infelice poeta, un’altra quercia fra le cui radici abitava uno di quegli animaletti del genere dei plantigradi, detti tassi.
Un caso.
Ma a cagione di esso si parlava della quercia del Tasso con la “t” maiuscola e della quercia del tasso con la “t” minuscola. In verità c’era anche un tasso nella quercia del Tasso e questo animaletto, per distinguerlo dall’altro, lo chiamavano il tasso della quercia del Tasso.
Alcuni credevano che appartenesse al poeta, perciò lo chiamavano “il tasso del Tasso”; e l’albero era detto “la quercia del tasso del Tasso” da alcuni, e “la quercia del Tasso del tasso” da altri.
Siccome c’era un altro Tasso (Bernardo, padre di Torquato, poeta anch’egli), il quale andava a mettersi sotto un olmo, il popolino diceva: “E’ il Tasso dell’olmo o il Tasso della quercia?”.
Così poi, quando si sentiva dire “il Tasso della quercia” qualcuno domandava: “Di quale quercia?”.
“Della quercia del Tasso.”
E dell’animaletto di cui sopra, ch’era stato donato al poeta in omaggio al suo nome, si disse: “il tasso del Tasso della quercia del Tasso”.
Poi c’era la guercia del Tasso: una poverina con un occhio storto, che s’era dedicata al poeta e perciò era detta “la guercia del Tasso della quercia”, per distinguerla da un’altra guercia che s’era dedicata al Tasso dell’olmo (perché c’era un grande antagonismo fra i due).
Ella andava a sedersi sotto una quercia poco distante da quella del suo principale e perciò detta: “la quercia della guercia del Tasso”; mentre quella del Tasso era detta: “la quercia del Tasso della guercia”: qualche volta si vide anche la guercia del Tasso sotto la quercia del Tasso.
Qualcuno più brevemente diceva: “la quercia della guercia” o “la guercia della quercia”. Poi, sapete com’è la gente, si parlò anche del Tasso della guercia della quercia; e, quando lui si metteva sotto l’albero di lei, si alluse al Tasso della quercia della guercia.
Ora voi vorrete sapere se anche nella quercia della guercia vivesse uno di quegli animaletti detti tassi.
Viveva.
E lo chiamarono: “il tasso della quercia della guercia del Tasso”, mentre l’albero era detto: “la quercia del tasso della guercia del Tasso” e lei: “la guercia del Tasso della quercia del tasso”.
Successivamente Torquato cambiò albero: si trasferì (capriccio di poeta) sotto un tasso (albero delle Alpi), che per un certo tempo fu detto: “il tasso del Tasso”.
Anche il piccolo quadrupede del genere degli orsi lo seguì fedelmente, e durante il tempo in cui essi stettero sotto il nuovo albero, l’animaletto venne indicato come: “il tasso del tasso del Tasso”.
Quanto a Bernardo, non potendo trasferirsi all’ombra d’un tasso perché non ce n’erano a portata di mano, si spostò accanto a un tasso barbasso (nota pianta, detta pure verbasco), che fu chiamato da allora: “il tasso barbasso del Tasso”; e Bernardo fu chiamato: “il Tasso del tasso barbasso”, per distinguerlo dal Tasso del tasso.
Quanto al piccolo tasso di Bernardo, questi lo volle con sé, quindi da allora quell’animaletto fu indicato da alcuni come: il tasso del Tasso del tasso barbasso, per distinguerlo dal tasso del Tasso del tasso; da altri come il tasso del tasso barbasso del Tasso, per distinguerlo dal tasso del tasso del Tasso.
Il comune di Roma voleva che i due poeti pagassero qualcosa per la sosta delle bestiole sotto gli alberi, ma fu difficile stabilire il tasso da pagare; cioè il tasso del tasso del tasso del Tasso e il tasso del tasso del tasso barbasso del Tasso.
tratto da “vite degli uomini illustri” di achille campanile
9.09.2007 23:27 da Simone - S. A.
Ciao a tutti.
Settembre è arrivato ed anche l’incontro per discutere il libro proposto da Giosué si avvicina.
Ho incontrato in giro alcuni di voi e ciò mi ha permesso di stimare il periodo più adatto per affrontare la discussione.
Con 3 settimane di preavviso, vi annuncio che l’incontro lo faremo domenica 30 Settembre.
Quindi non vi sto a ricordare di leggere il libro,
che il prossimo che leggeremo è quello di De Luca (consigliato da Paolo),
che Diego dovrà decidere quale andremo a discutere dopo ancora,
che ho gia preso le copie di De Luca a luglio e,
che chi vuole può passare a prenderle da me, altrimenti le consegno io direttamente il 30 Settembre.
Buona lettura