Circolo del Libro – Jesi – Ancona

Leggeremo Anche Asimov


Abbiamo letto Taccuino di una sbronza di Fabio Roversi
Stiamo leggendo Stella del mare di Joseph O'Connor
Poi leggeremo La donna abitata di Gioconda Belli

Blackout

“Tomas e Claudia trovano contemporaneamente le rispettive chiavi di casa, le isolano con le dita dal mazzo.
L’ascensore ha appena superato l’ottavio piano.
Anche Ferro cerca la chiave di casa. E’ proprio in fondo alla tasca, vicino al coltello a serramanico…
Alle 17:03, lo Skylark 2000 ha appena superato l’undicesimo piano. Quando, di colpo, in cabina si spengono le luci. E l’ascensore si ferma.
Tra l’undicesimo e il dodicesimo piano.”

2 Commenti

  1. giosuè dice:

    BLACKOUT
    “…l’orchestra inizia a suonare un medley di vecchi successi. Tutto il cast della trasmissione canta sguaiato, in un pastone in cui la bamba sfocia inopinatamente in voglio andare a vivere in campagna e poi in azzurro, senza soluzione di continuità.
    Claudia e Tomas sono al centro di quel vortice clownesco, risucchiati dalle luci, dal pubblico che batte le mani, dall’incalzare dell’orchestra e davanti alle telecamere tutto si muove veloce, così veloce che non si può spezzare il vortice, proprio non si può.
    Così quando l’orchestra attacca brazil, Tomas poggia le mani sulle spalle di Claudia. Claudia su quelle del mangiatore di spade che le sta davanti. E, ancheggiando a tempo, si accodano al trenino.”
    Ecco la parte più raccapricciante del racconto, il vero mostro di tutta questa storia!!
    Non tanto il serial killer, quello che Ferro ha dentro di sè, né il porco datore di lavoro, con il quale Claudia ha a che fare tutti i giorni, tantomeno quello che Tomas ha riconosciuto nel padre della fidanzata, un ex comico violento e depresso, quanto il meschino quarto d’ora di celebrità televisiva passato in quella scatola dove tutto è possibile e per la quale si è disposti a giustificare ogni cosa.
    Quella che tutto fagocita e dentro la quale tutto scade fino a diventare uno scialbo elemento di divertimento quotidiano di stampo “contenitoredemenzialpopolare”, dove lì troviamo i nostri protagonisti intenti nell’epilogo in un triste ballo buffonesco.
    È una sensazione di soffocamento, quella che, nel leggere le ultime righe, prende allo stomaco e non ti lascia, tanto che avresti voglia di prendertela con i personaggi o con l’autore o con la vita stessa, come quando Morpheus , in Matrix, dice a Neo: “…intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c’è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta, ma l’avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando…“. e percepisci che possa essere una battaglia dura da combattere in quanto pensi non sia possibile che la vita possa essere così, eppure la stai vivendo, la vedi tutti i giorni, soprattutto in tv e ciò che dice la televisione oggi è diventato realtà, anche quando il grottesco divora il tragico e si confonde con esso.
    Quando si ripone il libro a fine lettura non rimane il sapore di aver visto un film capolavoro ma soltanto un buon telefilm, troppo studiato furbescamente per essere grande.
    I personaggi hanno tratti troppo definiti, niente in cui immergersi in profondità, nulla su cui confrontarsi, perfino il sadicismo di Ferro rientra nella linearità di un personaggio poco profondo per la sua conoscenza superficiale in una storia troppo tonda e netta, troppo colorita vivacemente, anche se nel capitolo la bambina che graffiava i mattoni, che racconta dell’incontro di Claudia lo scrittore è riuscito a ricreare uno stato d’animo di assoluto terrore che ti arriva dritto al petto e scoppia dentro, facendoti accostare all’idea stessa della morte.
    L’autore non si avventura mai fuori dal tracciato, sa dove vuole arrivare, come si costruisce una successione di azioni in modo coerente, la trama è forte e utilizza tutti i crismi e tecniche di scrittura per costruire un buon thriller non disdegnando le implicazioni sociologiche ambientando la storia nell’Italia dei nostri tempi, l’operazione è riuscita e soddisfa il lettore se questo si accontenta di qualche bacio e tenera carezza anziché avventurarsi un amplesso completo.

  2. lara dice:

    Blackout: il nuovo reality show ambientato in ascensore. Nessun provino, è il caso a selezionare i concorrenti. In questa prima edizione hanno partecipato Claudia : giovane cameriera omosessuale; Tomas : teen ager scappato di casa; Aldo : di giorno padre di famiglia, di notte sciupafemmine e serialkiller. Claudia si è aggiudicata la vittoria, Tomas è il vincitore morale, Aldo non ne è uscito vivo. Claudia e Tomas sono ora le star del momento : come ospiti telecomandati dei contenitori domenicali per gli zombi del tubo catodico, si muovono davanti ai riflettori, vendendo scandali e rivelazioni sensazionali al miglior paparazzo offerente; dimenticano il loro passato di esseri umani e accettano, per denaro, nuove false identità.
    Un pamphlet contro il malcostume imperante e dilagante dei reality show, certamente non meno abominevoli della realtà stessa.

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