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	<title>Commenti a: &#8220;frasi sottolineate&#8221;</title>
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	<description>Circolo del Libro - Jesi - Ancona</description>
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		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.leggeremoancheasimov.it/2007/01/frasi-sottolineate-2/comment-page-1/#comment-114</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 13:14:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ed ora un ampio passo di &quot;Spiriti&quot;, libro in tipico stile Stefano Benni: ambientazione surreale e di fantasia ma con chiari riferimenti a situazioni della vita socio-politica reale. In particolar modo viene qui messa alla berlina l&#039;ipocrisia delle cosidette &quot;guerre umanitarie&quot; e dei relativi &quot;concerti di beneficenza&quot;, che altro non sono che dei vergognosi business. E un po&#039; come facevano gli dei greci, scendono in campo e partecipano delle vicende umane anche alcuni Spiriti (che probabilmente simboleggiano i vari istinti umani) divisi in opposte fazioni: da una parte quelli che lottano per la conservazione della specie umana, dall&#039;altra quelli per la sua distruzione, primo tra tutti lo Spirito del Potere. Buona parte dei dialoghi qui sotto, sono tra Max, il presidente fantoccio della superpotenza di turno (forse il meno cattivo dei cattivi)  e Melinda, spiritello capriccioso e seducente schierato dalla parte della razza umana.
___________________________________________________________________________________

(si parla di &quot;Giustizia&quot;)
Non mi piace questa parola. Tutte le volte che l&#039;ho sentita pronunciare è successo qualcosa di terribile sull&#039;Isola. Prima hanno ucciso i miei, poi i tuoi. La giustizia è una bella parola quando nasce, ma per strada perde calore e forza, diventa fredda e crudele. La giustizia è come il corallo. Sott&#039;acqua è rosso fuoco, in terra muore e si scolora […]

- Questa è la grotta degli scampati, e quella è la loro dea, la Madonna di sale - disse Melinda - Qua si rifugiavano gli antichi abitanti dell&#039;isola, quando arrivava qualche invasione.
- E questi disegni? - Disse il presidente, sfiorando la roccia con le mani.
- Questi disegni sono la loro storia. Vedi le navi arrivano e i soldati sbarcano. Vengono e depredano. Rubano il grano, tagliano i boschi, portano via il bestiame. E uccidono chi si oppone.
- Che tempi - disse il presidente.
- Ed ecco il più crudele di tutti, il tiranno Metrone. Lui aveva bisogno di quest&#039;Isola per farne una base per la sua flotta, e da lì spadroneggiare su tutti i mari. Arriva con la scusa di pacificare una faida, brucia e uccide. Dopo di lui c&#039;è la guerra tra i popoli della montagna e quelli del mare. Poi una nuova invasione. Così per secoli e secoli, quest&#039;Isola non trova mai pace.
- Finché arriviamo noi - disse soddisfatto Max - guarda, qui c&#039;è disegnato un aereo, e la gente ci accoglie con i fiori. E&#039; vero, abbiamo portato la pace: alberghi, campi da golf, aiuti umanitari, aspirine tranquillanti.
- No, queste figure con le ali sono spiriti - rise Melinda - una antica superstizione locale. Questi disegni hanno più di mille anni. Io non ero ancora nata. E tu somigli un po&#039; a Metrone.
- Scherzi. Guarda, c&#039;è anche la nostra bandiera.
- Le stelle esistevano prima della tua bandiera.
- Che strana cosa - disse Max - con un brivido di freddo - Dipingere una storia dove nessuno la può vedere.
- LA STORIA DEGLI OPPRESSI E&#039; TROPPO GRANDE PER ESSERE CHIUSA NEI LIBRI - disse Melinda - SOLO SPEZZANDOLE LE OSSA E TAGLIANDOLE LE ALI RIUSCITE A FARCELA ENTRARE. LA VOSTRA STORIA E&#039; PIU&#039; FACILE DA SCRIVERE, SCAVA UNA STRADA TRA LE ROVINE, NON CONOSCE SOSTE, CURVE, DUBBI, NON TORNA MAI INDIETRO, NON SOCCORRE I FERITI, NON RICORDA I MORTI.
- Melinda, i tuoi studi di filosofia politica ti hanno rovinato. Noi siamo i padroni della storia, noi la rendiamo ordinata e comprensibile, e il mondo va dove noi lo spingiamo: in avanti.
- Non più. I disegni di questa caverna lo mostrano. Dal primo buio si torna al buio. Avete perso la strada, state tornando indietro e non avete il coraggio di ammetterlo. Non c&#039;è che miseria e morte davanti a voi. E solo chi sa ricominciare vivrà.[…]

- Non ti ho amato come tu volevi - dissero gli occhi viola - e tu non mi hai mai visto, né sfiorato, né capito. Ma ora sono qui, e voglio che tu ti salvi, Max. Non ascoltare lo Spirito dei tempi. Ferma l&#039;ordine di attacco. Sali sul palco e di&#039; che questo concerto è una farsa. Che avete usato questi volti e questi bambini, che domani li dimenticherete, che ricomincerete a uccidere, che sarete diversi dalle parole che avete detto e cantato, che siete servi di pochi miserabili potenti. Interrompi questa rovina, Max, lo sai anche tu che domani dovrai accettare cose peggiori, eppure sei rassegnato, perché?
- Non sappiamo trovare altro, Melinda o Zelda, o chiunque tu sia - disse il presidente col volto tra le mani - non sappiamo immaginare altro. IL POTERE E&#039; QUESTO. FARE L&#039;UNICA COSA CHE SI CREDE DI POTER FARE E FAR CREDERE ALLA GENTE CHE SIA L&#039;UNICA COSA CHE SI PUO&#039; FARE. Smettila di tormentarmi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ora un ampio passo di &#8220;Spiriti&#8221;, libro in tipico stile Stefano Benni: ambientazione surreale e di fantasia ma con chiari riferimenti a situazioni della vita socio-politica reale. In particolar modo viene qui messa alla berlina l&#8217;ipocrisia delle cosidette &#8220;guerre umanitarie&#8221; e dei relativi &#8220;concerti di beneficenza&#8221;, che altro non sono che dei vergognosi business. E un po&#8217; come facevano gli dei greci, scendono in campo e partecipano delle vicende umane anche alcuni Spiriti (che probabilmente simboleggiano i vari istinti umani) divisi in opposte fazioni: da una parte quelli che lottano per la conservazione della specie umana, dall&#8217;altra quelli per la sua distruzione, primo tra tutti lo Spirito del Potere. Buona parte dei dialoghi qui sotto, sono tra Max, il presidente fantoccio della superpotenza di turno (forse il meno cattivo dei cattivi)  e Melinda, spiritello capriccioso e seducente schierato dalla parte della razza umana.<br />
___________________________________________________________________________________</p>
<p>(si parla di &#8220;Giustizia&#8221;)<br />
Non mi piace questa parola. Tutte le volte che l&#8217;ho sentita pronunciare è successo qualcosa di terribile sull&#8217;Isola. Prima hanno ucciso i miei, poi i tuoi. La giustizia è una bella parola quando nasce, ma per strada perde calore e forza, diventa fredda e crudele. La giustizia è come il corallo. Sott&#8217;acqua è rosso fuoco, in terra muore e si scolora […]</p>
<p>- Questa è la grotta degli scampati, e quella è la loro dea, la Madonna di sale &#8211; disse Melinda &#8211; Qua si rifugiavano gli antichi abitanti dell&#8217;isola, quando arrivava qualche invasione.<br />
- E questi disegni? &#8211; Disse il presidente, sfiorando la roccia con le mani.<br />
- Questi disegni sono la loro storia. Vedi le navi arrivano e i soldati sbarcano. Vengono e depredano. Rubano il grano, tagliano i boschi, portano via il bestiame. E uccidono chi si oppone.<br />
- Che tempi &#8211; disse il presidente.<br />
- Ed ecco il più crudele di tutti, il tiranno Metrone. Lui aveva bisogno di quest&#8217;Isola per farne una base per la sua flotta, e da lì spadroneggiare su tutti i mari. Arriva con la scusa di pacificare una faida, brucia e uccide. Dopo di lui c&#8217;è la guerra tra i popoli della montagna e quelli del mare. Poi una nuova invasione. Così per secoli e secoli, quest&#8217;Isola non trova mai pace.<br />
- Finché arriviamo noi &#8211; disse soddisfatto Max &#8211; guarda, qui c&#8217;è disegnato un aereo, e la gente ci accoglie con i fiori. E&#8217; vero, abbiamo portato la pace: alberghi, campi da golf, aiuti umanitari, aspirine tranquillanti.<br />
- No, queste figure con le ali sono spiriti &#8211; rise Melinda &#8211; una antica superstizione locale. Questi disegni hanno più di mille anni. Io non ero ancora nata. E tu somigli un po&#8217; a Metrone.<br />
- Scherzi. Guarda, c&#8217;è anche la nostra bandiera.<br />
- Le stelle esistevano prima della tua bandiera.<br />
- Che strana cosa &#8211; disse Max &#8211; con un brivido di freddo &#8211; Dipingere una storia dove nessuno la può vedere.<br />
- LA STORIA DEGLI OPPRESSI E&#8217; TROPPO GRANDE PER ESSERE CHIUSA NEI LIBRI &#8211; disse Melinda &#8211; SOLO SPEZZANDOLE LE OSSA E TAGLIANDOLE LE ALI RIUSCITE A FARCELA ENTRARE. LA VOSTRA STORIA E&#8217; PIU&#8217; FACILE DA SCRIVERE, SCAVA UNA STRADA TRA LE ROVINE, NON CONOSCE SOSTE, CURVE, DUBBI, NON TORNA MAI INDIETRO, NON SOCCORRE I FERITI, NON RICORDA I MORTI.<br />
- Melinda, i tuoi studi di filosofia politica ti hanno rovinato. Noi siamo i padroni della storia, noi la rendiamo ordinata e comprensibile, e il mondo va dove noi lo spingiamo: in avanti.<br />
- Non più. I disegni di questa caverna lo mostrano. Dal primo buio si torna al buio. Avete perso la strada, state tornando indietro e non avete il coraggio di ammetterlo. Non c&#8217;è che miseria e morte davanti a voi. E solo chi sa ricominciare vivrà.[…]</p>
<p>- Non ti ho amato come tu volevi &#8211; dissero gli occhi viola &#8211; e tu non mi hai mai visto, né sfiorato, né capito. Ma ora sono qui, e voglio che tu ti salvi, Max. Non ascoltare lo Spirito dei tempi. Ferma l&#8217;ordine di attacco. Sali sul palco e di&#8217; che questo concerto è una farsa. Che avete usato questi volti e questi bambini, che domani li dimenticherete, che ricomincerete a uccidere, che sarete diversi dalle parole che avete detto e cantato, che siete servi di pochi miserabili potenti. Interrompi questa rovina, Max, lo sai anche tu che domani dovrai accettare cose peggiori, eppure sei rassegnato, perché?<br />
- Non sappiamo trovare altro, Melinda o Zelda, o chiunque tu sia &#8211; disse il presidente col volto tra le mani &#8211; non sappiamo immaginare altro. IL POTERE E&#8217; QUESTO. FARE L&#8217;UNICA COSA CHE SI CREDE DI POTER FARE E FAR CREDERE ALLA GENTE CHE SIA L&#8217;UNICA COSA CHE SI PUO&#8217; FARE. Smettila di tormentarmi.</p>
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		<title>Di: diego</title>
		<link>http://www.leggeremoancheasimov.it/2007/01/frasi-sottolineate-2/comment-page-1/#comment-113</link>
		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 12:23:11 +0000</pubDate>
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		<description>Ma come funzionerebbe questa sezione? Dove vanno scritte le citazioni, vanno aggiunte come commenti in questo post? Nel dubbio, non  avendo trovato alcun link ed avendone diverse in canna, comincio col scriverne qualcina qui
___________________________________________________________________________________

Cominciamo con Luis Sepulveda - Incontro d&#039;amore in un paese di guerra (romanzo a racconti)

Credo di non essere un cinico, ma so che mi è toccato vivere in un&#039;epoca che considera l&#039;ingenuità una causa persa, e il caso viene presentato come succedaneo della volontà. Tutto appare programmato in anticipo e lentamente perdiamo la capacità di lasciarci stupire, di ammettere che l&#039;insolito è possibile. (dal racconto &quot;Vieni, voglio parlarti di Pilar Solòrzano)


Alla fine ci si adatta. Ci si rassegna a perdere il Nirvana. Il peggior castigo non è arrendersi senza lottare. Il peggior castigo è arrendersi senza aver potuto lottare. E&#039; come gettare la spugna per l&#039;assenza dell&#039;avversario e anche se al pugile alzano la mano tra gli sbadigli, la sensazione di sconfitta perdura fino a trasformarsi in rassegnazione.
(dal racconto &quot;Storia d&#039;amore senza parole&quot;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma come funzionerebbe questa sezione? Dove vanno scritte le citazioni, vanno aggiunte come commenti in questo post? Nel dubbio, non  avendo trovato alcun link ed avendone diverse in canna, comincio col scriverne qualcina qui<br />
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<p>Cominciamo con Luis Sepulveda &#8211; Incontro d&#8217;amore in un paese di guerra (romanzo a racconti)</p>
<p>Credo di non essere un cinico, ma so che mi è toccato vivere in un&#8217;epoca che considera l&#8217;ingenuità una causa persa, e il caso viene presentato come succedaneo della volontà. Tutto appare programmato in anticipo e lentamente perdiamo la capacità di lasciarci stupire, di ammettere che l&#8217;insolito è possibile. (dal racconto &#8220;Vieni, voglio parlarti di Pilar Solòrzano)</p>
<p>Alla fine ci si adatta. Ci si rassegna a perdere il Nirvana. Il peggior castigo non è arrendersi senza lottare. Il peggior castigo è arrendersi senza aver potuto lottare. E&#8217; come gettare la spugna per l&#8217;assenza dell&#8217;avversario e anche se al pugile alzano la mano tra gli sbadigli, la sensazione di sconfitta perdura fino a trasformarsi in rassegnazione.<br />
(dal racconto &#8220;Storia d&#8217;amore senza parole&#8221;)</p>
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