Circolo del Libro – Jesi – Ancona

Leggeremo Anche Asimov


Abbiamo letto Stella del mare di Joseph O'Connor
Stiamo leggendo Foto di gruppo con signora di Heinrich Boll
Poi leggeremo Le voci del mondo di Robert Schneider

Né rabbia né orgoglio

7.10.2006 15:33 by Diego

Carissimi membri,

mi dispiace per la mia categorica presa di posizione in occasione dell’ultimo incontro; in particolare mi dispiace per Alessandra, autrice – nel pieno esercizio del suo diritto in qualità di “membro proponente” – della scelta da me boicottata.

Riconosco che il mio atteggiamento non si addice allo spirito del circolo, ciò nondimeno rimango fermo nella mia decisione.

Sono il primo a sostenere che il libro proposto andrebbe comunque letto (o per lo meno bisognerebbe provarci a leggerlo), anche nel caso non risulti di proprio gradimento o avanzi tesi non condivise. La questione cruciale però è che non riesco a riconoscere la dignità di libro allo pseudo pamphlet in questione, nel quale riesco a scorgere solo un insensato appello all’intolleranza e all’odio – o al limite il tentativo di rilancio di una popolarità un po’ in declino – che non fa altro che aggiungere ulteriore violenza alla violenza dei fatti gravissimi che lo hanno ispirato.

Pertanto, volendo cercare delle affinità (fatte le dovute proporzioni, ovviamente) con altri casi di megalomania, come ritengo legittimo rifiutarsi di leggere un inno all’odio come il Mein Kampf di Hitler o le varie autocelebrative “storie italiane” che ci propina regolarmente a domicilio prima di ogni elezione il Silvietto nazionale, allo stesso modo non credo di essere prevenuto nel boicottare a priori La rabbia e l’orgoglio, senza averlo letto.

Come ho detto all’incontro, quindi, non voglio assolutamente contribuire al successo economico-editoriale del “libro” incriminato: certo, non sono sicuramente i miei 10 euro o la mia mancata copia a fare la differenza, ma, come si dice, è una questione di principio; lo stesso principio, ad esempio, che ogni volta ci fa andare a votare pur consapevoli che il peso del nostro singolo voto è pari allo zero.

Ammetto che il mio atteggiamento possa sembrare eccessivo, da “molto rumore per nulla”, o un puntare i piedi un po’ infantile, o peggio veterocomunista paraocchiato, e non nego che possa essere un po’ di tutto questo. Non ho nemmeno la presunzione di affermare di agire in questo modo per coerenza, perché sono il primo a riconoscere di essere un concentrato di contraddizioni, ma se leggessi quel “libro” mi sembrerebbe di andare contro me stesso, di rinnegare quello che sono, le mie idee, quei pochi principi che ho, giusti o sbagliati che siano.

Accetto ogni critica, dicevo, tranne quella di spilorceria, per cui destinerò al fondo cassa del circolo il corrispondente del prezzo del “libro”, maggiorato dell’eventuale sanzione pecuniaria che Sua Santità Serenissima, il Segretario Assoluto, vorrà comminarmi.

Prego soltanto il suddetto Venerabile S.A., qualora voglia procedere ai miei danni in qualsivoglia maniera, di tener conto almeno della mia onestà intellettuale, visto che avrei comunque potuto comodamente evitare di comprare e leggere il “libro” senza espormi, dicendo ad esempio che ce l’avevo già e dando forfait con una scusa al relativo incontro.

Vi sottopongo infine (cioè provo ad allegarlo, ma so già che non ci riuscirò nemmeno stavolta, per cui prego anticipatamente il S.A. di porre rimedio) – che poi era questo il fine principale di questa arringa difensiva – una lettera aperta alla Fallaci, cui l signora non si è degnata di rispondere, apparsa sul Corriere nell’ottobre 2001, scritta da un altro ex-inviato di guerra recentemente scomparso, Tiziano Terzani….e la sua scomparsa, a mio modesto avviso e con tutto rispetto per la Fallaci, anche se ha fatto meno clamore è stata una perdita ben più grave per l’umanità.

È piuttosto lunga, ma merita decisamente di essere letta: qui l’approccio alla tragedia dell’11 settembre è ben diverso e tutt’altra è la profondità spirituale che pervade queste righe, dopo aver letto le quali “la bile e la vanagloria” della fu Fallaci appaiono davvero poca cosa e, personalmente, ancora più improponibili come lettura.

Il Sultano e San Francesco

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4 Commenti

  1. giosuè dice:

    …bravo!!!

  2. Simone - S. A. dice:

    Fino ad ora abbiamo sempre letto ogni libro che ci è stato proposto.
    Ne sono capitati molti che non ci sono piaciuti affatto, eppure siamo sempre riusciti a discuterne, in maniera positiva o negativa che sia.

    Sicuramente il libro proposto da Alessandra sarà uno di questi, visto le reazioni che ci sono state all’ultimo incontro, ma sarà anche uno di quei libri da cui potrebbe scaturire un bel confronto.

    Cito testuali parole: “se leggessi quel libro mi sembrerebbe di andare contro me stesso, di rinnegare quello che sono, le mie idee, quei pochi principi che ho, giusti o sbagliati che siano”

    Non credo che leggendo il libro sconvolgerai i tuoi principi o le tue idee, ma almeno sarai critico su qualcosa che avrai letto.

    Comunque ognuno è libero di fare quello che vuole, quindi se non vorrai leggerlo accetto la tua posizione (senza donazioni). Però, conoscendoti, se vieni all’incontro vienici preparato e con tanta pazienza, senza sparare a zero su tutto.

    Buona lettura.

  3. Diego dice:

    Ringrazio Giosuè per il sostegno ed anche il sommo S.A. per il suo apporto alla discussione. Mi permetterei soltanto di fare una rispettosa precisazione al venerabile, non in riferimento a quanto da lui scritto qui sopra ma a quanto diramato via mail ai membri.
    In effetti io stesso ho usato un termine infelice, in quanto il mio non è un “boicottaggio” ma una semplice astensione.
    Quanto da me detto e fatto, è stato detto e fatto a puro titolo personale.
    Ci avrò anche messo foga e veemenza come dice il S.A. ma non ho mai cercato di imporre o coinvolgere altri membri nella mia scelta. E tanto meno era mia intenzione delegittimare o soltanto condizionare la scelta di Alessandra, tanto che quando era stata vagliata l’ipotesi di ripiegare sulla seconda scelta io ero tra i contrari a questa soluzione perché non conforme al nostro Statuto e soprattutto lesiva del sacrosanto diritto della suddetta Alessandra di proporre in piena autonomia ciò che più le aggradasse.

  4. Massimo dice:

    “Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati…” F. De André

    Carissimi membri, ho letto con interesse la lunga dichiarazione di Diego in merito alla sua scelta di non leggere il libro di Oriana Fallaci, ed il dibattito che ne è scaturito. Vorrei dire un paio di cose anch’io sulla questione. Devo ammettere che appena sentita la proposta di Alessandra, sono rimasto piuttosto colpito anch’io, in quanto considero – ma solo per sentito dire – il libro della Fallaci una provocazione, un’istigazione allo scontro e alla violenza. Tuttavia, come ho scritto, dico queste cose per sentito dire, e pur essendo abbastanza sicuro che la lettura di questo testo confermi le mie sensazioni attuali, considero che il leggerlo sia l’unica possibilità per comprendere il pensiero maturato dall’autrice e le sue motivazioni, dopodiché ogni critica potrà esser formulata. Credo sia rischioso e poco corretto prendere posizione “a priori”, soprattutto nei confronti di un libro, che è il mezzo attraverso il quale il pensiero umano può essere meglio espresso ed argomentato. Inoltre ho sempre visto il nostro Circolo come un’occasione per aprirsi alla lettura di qualsiasi testo: sulle affermazioni di Diego in merito alla poca dignità di libro del pamphlet in questione, vorrei ricordargli che 1) ci siamo sempre sforzati di trattenere giudizi più o meno pesanti sulla presunta “dignità” letteraria dei libri proposti al Circolo, ed inoltre che 2) la signora Fallaci non è proprio l’ultima arrivata in campo giornalistico. Non mi sembra banale infine ricordare che “La rabbia e l’orgoglio” ha venduto un grandissimo numero di copie (ahimé, dico io!), segno che -pur con le dovute considerazioni sull’effetto “moda” tipico italiano- esso ha suscitato interesse in una vasta parte di pubblico. Il che non è da sottovalutare.
    Concludo dunque facendo una proposta a Diego, cioè di evitare l’acquisto del libro (così come anch’io intendo fare) per non contribuire al suo successo economico, ma di prenderlo in prestito da qualcuno, e provare a leggerlo (sì, anch’io ci proverò, senza garantire sulla riuscita).
    Con affetto, Massimo

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