La razza superiore
Voglio tentare un esperimento, vediamo se riesco ad allegare un file: si tratta di un racconto breve di una nostra “vecchia conoscenza”. Faccio anche una premessa per spiegare come mi è capitato per le mani: probabilmente non ve ne potrebbe “fregà de meno” né del racconto né della premessa, ma d’altronde sto sito lo vogliamo ravvivare un po’?
C’è un’associazione, Gruppo Solidarietà Come, che non so nel dettaglio di cosa si occupi, ma a grandi linee credo offra accoglienza in particolare a ragazzi centrafricani, che in cambio vanno per le città a vendere libretti di una collana (edizioni dell’Arco) avente per tèma l’Africa e trattenendo per sé un’onesta percentuale su quanto riescono a vendere. Si tratta per lo più di fiabe africane per bambini, poesie di poeti africani, ma anche l’Africa raccontata da Europei.
Ebbene tra questi ragazzi africani, ce n’è uno senegalese simpaticissimo, per il quale ormai sono diventato il suo pollo di fiducia e appena mi vede mi punta dritto perché sa che in un modo o nell’altro qualcosa riesce a mollarmi: al momento mi ha già appioppato quattro dei suoi libretti, ma ci sono buoni elementi per supporre che il computo non sia definitivo!
Al nostro primo incontro, credendo per altro che si trattasse di uno dei comuni venditori ambulanti che offrono preziose mercanzie come spicchi d’aglio o cd masterizzati di Al Bano Carrisi, ho cercato, senza smettere di camminare, di dissuaderlo con quello che nelle mie intenzioni avrebbe dovuto essere un sorriso di diniego cortese ma risoluto, ma che deve avergli fatto subito pensare: eccolo, finalmente l’ho trovato il bietolone! Basta che me lo lavoro un po’ ed è fatta.
E come m’ha lavorato! Sempre sorridendo mi ha chiesto: Ma si può sapere perché avete tutti tanta fretta qua in Italia?
Io ho scherzato sul fatto che procedevo con la mia consueta falcata da cento all’ora (metri, ovviamente) e tutto si poteva dire meno che andassi di fretta, ma qui avevo già il sospetto che fossi “fregato”.
Allora mi ha chiesto se fossi mai stato in Africa e io gli ho detto di sì, c’ero per l’appunto stato poco tempo prima.
“E non t’è servito a niente? Non hai visto come è diverso per noi il tempo, non hai visto che rapporto più armonioso abbiamo noi con il tempo? Noi siamo amici del nostro tempo, voi ne siete ossessionati, andate sempre di fretta.”
E che gli potevo ribattere se non che aveva perfettamente ragione? Senza poter più fingere sornionamaente di non comprendere che la fretta a cui si riferiva, non era tanto la fretta fisica quanto piuttosto un nostro atteggiamento mentale che ci impedisce di soffermarci ogni tanto a riflettere su quanto ci sta attorno forse per paura delle conclusioni che ne trarremmo e delle responsabilità che dovremmo assumerci.
Vabbè dai, m’è scappato, non volevo fare lo sputasentenze.
Comunque uno dei libri che mi ha rifilato, e che oltretutto sono anche belli, si intitola “Questa è l’Africa”. È una serie di racconti brevi di giovani scrittori italiani che in qualche modo hanno a che fare con l’Africa, e uno dei più interessanti di tali racconti, che TENTO di allegare, è proprio quello della nostra vecchia conoscenza Gianluca Morozzi, che si intitola “La razza superiore”.
Scarica: La razza superiore
4.03.2006 01:58 at 1:58
…mmm, mi sa che l’esperimento non è riuscito. Vabbè, chi fosse interessato al racconto di Morozzi, anche al di fuori del circolo, me lo faccia sapere che glielo mando per e-mail
4.03.2006 22:30 at 22:30
C’ho pensato io.
L’ho convertito in pdf che fa più web!
5.03.2006 15:26 at 15:26
Grande S.A.! Anche per il PDF. Gli dei hanno avuto l’occhio lungo nello sceglierti come loro prediletto! Bisogna però che mi spieghi come cavolo hai fatto.
6.03.2006 13:34 at 13:34
Segreti del mestiere!
13.03.2006 20:32 at 20:32
Sono molto felice che un racconto del mio amatissimo Morozzi sia finito
in uno dei libri che questi ragazzi cercano di venderti astutamente per la strada.
Anche io ne ho comprato uno scritto da un giornalista italiano e dal suo
collaboratore fotografo
che racconta della loro settimana di soggiorno a Dakkar. Devo dire che è
veramente interessante, ne ho anche altri che ha comprato mia madre che
contengono poesie di giovani ragazzi africani. Ho anche un libro
a cui tengo moltissimo che mi regalò Padre Michele, che raccoglie le sue
poesie e quelle di un noto scrittore africano, Bertin Fondjo, la raccolta
si chiama “La sorgente dell’amore”(La source de l’amour).Se qualcuno è
interessato posso prestarvi questi libri.
Grazie Diego, (e grazie oh S.A.) per questa bella segnalazione,
che testimonia l’impegno serio di Morozzi (che peraltro, non è affatto
apprezzato come dovrebbe..). Lara