Blackout (1) + altre cosette

Ciao a tutti, si avvicina la data dell’incontro e come solito sono qui per ricordarvelo :)
Il fine settimana che avevamo fissato era quello che va da Venerdi 4 a Domenica 6 Novembre.
Le scelte sono le seguenti:

– Venerdi dopo cena
– Sabato pomeriggio
– Domenica pomeriggio o dopo cena.

Personalmente credo che il giorno migliore sia Domenica pomeriggio. Fatemi sapere.

Seconda informazione:
in questi giorni avete ricevuto tutti quanti un’email che vi invita a registrarvi alla mailing list del nostro circolo.
Mancano ancora un pò di persone e vorrei che vi sbrigaste ad iscrivervi perché così possiamo cominciare ad utilizzarla.
Chi non avesse ricevuto la segnalazione può iscriversi a questo indirizzo: http://it.groups.yahoo.com/group/leggeremoancheasimov/

Con la mailing list semplificheremo notevolmente la comunicazione tra di noi, perchè sarà sufficiente inviare un’email a questo indirizzo, leggeremoancheasimov@yahoogroups.com, per far si che tutti i membri ricevano il messaggio.

Siamo un gruppo tecnologico, attivo e invidiato da tutti.

Ultima informazione:
Se avete letto il messaggio di Diego nel sito, vi sarete chiesti di cosa stava parlando.
Sabato scorso una piccola delegazione del circolo (causa spazio insufficiente) è stata invitata ad una cena organizzata da alcuni conoscenti di Giosuè e Rosita, che dopo aver sentito parlare del nostro circolo e della nostra attività hanno voluto “sfidare” i nostri membri in singolar tenzone su… non s’e’ capito!!! :)

Cioè si era partiti convinti che una grande sfida di carattere filosofico/letterario avrebbe animato la serata, al che mi sono dovuto sacrificare e partecipare anch’io alla singolare proposta.

Ci sono stati momenti in cui si è discusso di qualche autore – sono stati citati nomi famosi e personaggi morti da tempo (e a me sconosciuti) – e qualche passaggio letterario; ma fortunatamente per me non si è andato tanto oltre.
C’è anche chi ha tentato di fare qualche critica su alcune scelte del circolo (autori e libri) ma, vi posso assicurare, che tutto ciò non devierà la nostra missione ormai prossima al quarto anno di attività.

Alla fine, potrei dire che tutto si è tramutato in una bella serata tra amici e una gran bella mangiata!!
Speriamo che questo incontro porti nuove menti e nuovi membri nel gruppo, senza ovviamente dimenticare qual’è l’obiettivo segreto del circolo.

Bene, mi sono dilungato a sufficienza, quindi, come solito, vi auguro buona lettura!!!

8 thoughts on “Blackout (1) + altre cosette”

  1. Caro S.A. …ma “conosciente”…non si scrive senza “i”?
    Perdonami per questa a dir poco sfrontata osservazione,
    ne discuteremo ad una seduta di yoga mentre osserveremo la
    nostra respirazione dopo “surya namascara”:”il saluto al sole”.
    Ossequi. Lara

  2. Cara Lara, ma queste cose perchè non me le dici via email, invece di farmi fare la figura dell’ignorante davanti a tutti? :)
    Comunque ho corretto l’errore.

  3. A proposito della “disfida”…..
    tutto nasce da quattro chiacchere durante un viaggio di lavoro fatto con un collega, l’argomento scivola sui film, sul teatro e sui… libri e sulle serate a tema che vengono fatte in casa con gli amici ed è lì che germoglia l’idea di un incontro sotto forma di “sfida” anche se non si sa bene su cosa. Dopo diversi giorni e vari raffronti con la squadra di “leggeremoancheasimov” mi capita fra le mani un racconto di un anonimo che potrebbe essere lo spunto giusto per gettare le basi di un confronto su un argomento di per se troppo grande.
    L’idea era di utilizzare le diverse possibili letture del racconto per citare romanzi, novelle, testi che trattassero lo stesso tema.

    Il racconto è questo:

    Il pescatore e il businessman

    Un uomo d’affari americano era sul pontile di un piccolo villaggio di mare messicano quando vide attraccare una piccola barca con un pescatore a bordo. Nella barca c’erano diversi grandi tonni dalle pinne gialle. L’americano fece i complimenti al pescatore per la qualità dei pesci e gli chiese quanto tempo avesse impiegato per prenderli.
    Il messicano rispose: “Pochissimo”.
    Allora l’americano gli chiese: “Perché non è rimasto fuori più lungo per pescare un maggior numero di pesci?”
    Il messicano rispose che ne aveva pescato abbastanza per soddisfare le esigenze della sua famiglia.
    Quindi l’americano chiese: “Ma che cosa fa con il resto del suo tempo?”
    Il pescatore rispose: ” Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bambini, faccio una siesta con mia moglie Maria, vado ogni sera al villaggio, dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amigos; ho una vita intensa e complicata, senor”.
    L’americano esclamò: “Io sono laureato ad Harvard e potrei aiutarla. Dovrebbe passare più tempo a pescare e con il ricavato comprare una barca più grande, con il ricavato della barca più grande potrebbe comprare tante barche, alla fine avrebbe una flotta di pescherecci. Invece di vendere il pesce ad un intermediario potrebbe venderlo direttamente ed eventualmente aprire una attività in proprio. Controllerebbe il prodotto, il processo e la distribuzione. Dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio di pescatori, spostarsi a Mexico City, quindi a Los Angeles e finalmente a New York dove dirigerebbe la sua impresa in costante espansione.”
    Il pescatore chiese: “Ma senor, quanto tempo ci vuole per fare tutto questo?”
    L’americano rispose: “15-20 anni”.
    “E dopo, senor?”.
    L’americano sorrise e disse che a quel punto iniziava la parte migliore. “Al tempo opportuno annuncerà una offerta pubblica di vendita, venderà tutto lo stock allo Stato e diventerà molto ricco, farà i miliardi”.
    “Miliardi, senor? E poi?”.
    L’americano: “A quel punto andrà in pensione. Andrà in un piccolo villaggio di pescatori dove potrà dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i bambini, fare una siesta con sua moglie, andare alla sera al villaggio per bere vino e suonare la chitarra con i suoi amigos…”
    (Anonimo)

    Un interessante lettura potrebbe essere che comincia a scricchiolare una delle mitologie che ci hanno accompagnato in questi anni, la mitologia dell’attivismo, della azione per l’azione, dell’ammazzarsi di lavoro al solo scopo di mettere assieme un po’ di soldi.
    Come ha osservato Robert Louis Stevenson, quello dell’Isola del tesoro:
    “Proprio ora che tutti sono costretti, pena l’essere condannati in contumacia per lesa rispettabilità, a intraprendere un’attività lucrosa e a consacrarvisi con qualcosa che non si discosti troppo dall’entusiasmo, un’obiezione sollevata dalla parte avversa, quella soddisfatta quando ne ha a sufficienza, che ama, nel frattempo, rimanere a guardare e godersela, sa un po’ di spavalderia e di smargiassata.”

    Anche solo per spirito liberale è da rifiutare il talebanismo dei seguaci del pensiero unico. Aggiunge lo Stevenson (nella Apologia degli oziosi, cfr. Il palinsesto del cervello, Ed. Il Melangolo, pag. 100):
    “Eppure non dovrebbe essere così. Il cosiddetto ozio, che non consiste nel non fare niente, ma nel fare una quantità di cose non contemplate dai formulari dogmatici della classe dirigente, ha diritto di affermare la propria posizione quanto l’operosità stessa. È ammissibile che la presenza di individui che si rifiutano di partecipare alla grande corsa ad ostacoli per pochi spiccioli rappresenti al contempo un insulto e/o disinganno per chi vi si dedica. Una brava persona (come se ne vedono tante) prende la sua decisione, opta per i pochi spiccioli e, per dirla con enfasi americana, “se li punta”. E mentre un tipo del genere arranca faticosamente lungo il percorso, non riesce difficile comprendere il suo risentimento nel vedere qualcuno comodamente sdraiato nei campi ai lati della strada, con un fazzoletto sulla testa e un bicchiere a portata di mano. L’indifferenza di Diogene tocca Alessandro in un punto molto sensibile…”

    La mitologia scricchiola, perché intanto ci sono state diverse esperienze che “presto e bene raro avviene” (se ne è accorta la letteratura manageriale americana) e anche perché comincia a declinare il consenso su questo schema, dispendioso e , per la maggior parte delle persone, poco remunerativo.

  4. sempre a psroposito del pescatore e del businessman…
    Negli Usa è l’ora (ma non dipende dall’11 settembre) del downshifting, del rallentamento, della rinuncia a una parte del reddito, per avere più tempo a disposizione.
    Consulenti aziendali scrivono libri intitolati How to work less and enjoy life more (Come lavorare meno e godersi di più la vita). L’esempio più clamoroso è venuto dal ministro del lavoro della amministrazione Clinton. Da europei più sofisticati, professori universitari francesi scrivono libri su Il mondo a piedi. Elogio della marcia, via alla lenta fruizione del tempo. Dettaglio trascurato, ma palesemente sottinteso, per poter rinuciare a una parte del reddito, è meglio che questo sia sufficientemente alto.

    C’è anche una scrittrice, vissuta a cavallo tra il 1800 il 1900, che, commentando un quadro di San Gerolamo, svolge il suo elogio dell’ozio.

    “Il conte Tolstoi, con il suo terribile occhio per le mistificazioni, ha smascherato tutto ciò in una famosa risposta a Dumas fils. Moltissimi di noi lavorano, egli dice, allo scopo di fuggire se stessi…

    …Non è solo questo il guaio. È chiaro che il lavoro intrapreso per ammazzare il tempo, o nel migliore dei casi per salvaguardare la propria dignità, non è il lavoro per cui siamo nati, altrimenti non richiederebbe tali incentivi…

    …Il mondo vuole abitanti utili. Sta bene. Ma le nuvole che costruiscono ponti sul mare, le tempeste che modellano le cime e i fianchi delle montagne, sono anch’esse parte del mondo; e vogliono creature che si seggano a osservarle e a scoprire i segreti della loro esistenza e li portino con sé… Dacché, i poveri figli e figlie dell’umanità non hanno solo bisogno di nutrirsi di cibo e di carburante, di intelligenza e di principi morali, ma anche di quello speciale misterioso prodotto chiamato fascino…

  5. … a proposito dell’incontro su “blackout” per me, giosuè e patrizia potrebbe andare bene domenica dopo cena.
    Ciao a tutti

  6. Sulla sfida di sabato 22 novembre.
    Una simpatica serata preparatoria a serate più impegnative.
    Come primo incontro è stata una piacevole serata; diciamo ci siamo conosciuti.
    Ovviamente la sfida non c’è stata, inoltre come padrone di casa (non tovandomi in campo neutro) ho dovuto tenere un’atteggiamento “mediatorio”.
    Però, poichè a noi piaccione le sfide, mentalità combattiva,
    siamo pronti ad un altro “match” con data e termini da definire.
    Inoltre su suggerimento serale da parte del vostro gruppo e poi da me elaborato sto controllando la possibilità di una ricerca “sociologica” sui più “importanti”
    50 libri che hanno segnato la narrativa mondiale …. uhm … vedremo.
    Simpatiche invece sono le notizie che stanno circolando su questa “disfida”
    tra i nostri conoscenti ed anche tra persone mai viste, conclusione è chein molti vorrebbero partecipare ai prossimi incontri/sfide.
    La richiesta provocatoria che faccio, per almeno assistere, è di aver letto e compreso
    non diciamo applicato) almeno i nostri 5 libri fondamentali
    (in attesa dei 50).
    Con simpatia, leandro

  7. Ciao, sono disponibile in ognuna delle opzioni previste per l’incontro.
    Io propongo sabato dopo cena o domenica pomeriggio.
    Volevo poi proporre una serata o pomeriggio o dopo cena o, per chi ha tempo,
    una mattina, per guardare il film “Fahrenheit 451” di François Truffaut,tratto
    dall’omonimo racconto di Ray Bradbury.
    Mi rimetto tuttavia all’ inappellabile decisione del nostro S.A. : colui
    per il quale non è possibile essere pensato di più.
    Simpaticamente, lara

  8. l’idea di Lara, per ciò che riguarda la serata o il dopocena per guardare “Fahrenheit 451”, è simpatica e a me e Rosita piace, soprattutto per la curiosità di vedere gli uomini libro (degni membri dell’associzione LaA) in azione.
    Indi per cui se e quando verrà organizzata fateci sapere.

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